Trivelle nei nostri mari? No, Grazie!

Ormai da tanto si parla di trivellare il nostro mare per trasformarlo in una “risorsa” dal punto di vista energetico. Ma la vera risorsa in realtà è il nostro mare, così com’è!

Permettere la trivellazione di combustibile fossile dal mare, rischia di farci perdere soltanto il nostro bene più grande: il turismo! Turismo di coste a volte incontaminate, un mare ricco e ancora vivo, nonostante i continui sfruttamenti a cui viene sottoposto dalle nostre cattive amministrazioni, nazionali e locali.

Sono tante le fonti di energia alternativa che possono incastonarsi perfettamente con i nostri ambienti naturali, e si poteva farlo da tempo, ma si sa che solo i poteri forti, economicamente, muovono i governi, non tanto quanto i valori e la voglia di vivere bene con l’ambiente e regalare un territorio sano ai nostri figli. Mentre il mondo civile, sempre più nazioni, puntano sull’energia sostenibile, e su fonti naturali e con impattato ambientale minimo, noi, italiani, come in tante cose, siamo sempre in dietro di decenni.

Tante le associazioni che si sono impegnate per combattere la voglia del nostro governo di permettere le estrazioni: wwf, legambiente ecc… in particolare mi ha colpito GreenPeace italia, che ha creato una particolare campagna: TriVadvisor, dove turisti vanno in vacanza in italia e fanno selfi sotto le trivelle, nuotano attorno agli impianti ecc… Insomma per farci capire, che per pochi litri di greggio potremmo perdere il turismo, ma soprattutto i nostri ambienti naturali e incontaminati, unici al mondo.

Queste le parole di GreenPeace:

Ti piacerebbe vedere delle piattaforme petrolifere in alcuni dei paesaggi marini più belli d’Italia? Fare una nuotata vicino a un pozzo? Ti faresti un selfie con dei gabbiani sporchi di petrolio?
Questo è il futuro che vuole darci il Governo: lo sfruttamento di fonti vecchie e sporche come il petrolio anche nei nostri mari è diventato il fulcro della strategia energetica italiana.
Si tratta di una scelta assurda che arricchisce le tasche dei petrolieri senza nemmeno soddisfare il fabbisogno energetico del Paese. Le riserve certe di petrolio sotto i nostri fondali equivalgono a meno di 2 mesi dei consumi nazionali, quelle di gas a circa 6 mesi.
Nonostante questo, la scelta politica è chiara: con lo Sblocca Italia il Governo semplifica le procedure autorizzative e accentra i poteri, esautorando i governi locali.

Nelle ultime settimane sono stati autorizzati nuovi pozzi di ricerca e produzione, sia nel Canale di Sicilia che in Adriatico; e nuove aree sono state concesse per la ricerca di greggio e gas. Ma questa strategia avrà ricadute occupazionali ed entrate fiscali modestissime, danneggiando inoltre turismo e pesca sostenibile.
La petrolizzazione del mare è una strada a senso unico: non si torna indietro. E un incidente come quello del Golfo del Messico è sempre possibile. Lo è ancor più in Italia, dove il rischio di uno sversamento grave non è neppure contemplato nelle valutazioni di impatto ambientale!

È questo il futuro che vuoi? LA NOSTRA VOCE È PIÙ FORTE DI QUELLA DEI PETROLIERI, FACCIAMOLA SENTIRE.

Clicca Qui per firmare la petizione di Greenpeace

e clicca qui sotto per vedere il video:

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Il 17 Aprile potrai votare per dire no alle trivelle, con un SI potrai abrogare una parte della scellerata legge che permette la trivellazione per tutta la durata di vita utile del giacimento. Clicca Qui