Grazie Umberto Eco

A 84 anni (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016) è morto Umberto Eco, e non c’è niente altro da aggiungere!


“L’assenza è all’amore come il vento al fuoco:
spegne il piccolo, fa avvampare il grande.”

E ora la tua assenza farà di sicuro avvampare l’amore verso le tue opere. Ci sono cresciuto con i tuoi scritti, e se sono quel che sono è anche grazie a te. Con due tuoi libri in particolare che mi hanno segnato tanto in giovane età:
“L’isola del giorno prima”, che conteneva questa frase, in assoluto la tua opera che preferisco, e oggi mi sento anche io sospeso su quella nave, naufrago in essa a cavallo tra due giorni, tra due momenti della vita, del voler fare, ma dalla paura di non poterlo fare.
“Il nome della rosa”, che ancora tutt’oggi cito e che mi porto come grande esempio di vita, nel comprendere e nell’accettare la superficialità dell’uomo che spesso si perde nella proibizione e nella negazione del progresso.

Tu che riuscivi a trovare la bellezza anche nelle bruttezze dell’arte, e a volte eri insopportabile per le tue uscite da uomo di super cultura. Anche se non tutti capivano che celato in quello sguardo severo c’era altro, tanto, troppo altro. Fossi ancora in vita forse avresti fastidio che Ti sto dando del tu e sto scrivendo sui social che tanto odiavi “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”, ma che in realtà avevi ragione, perché per te era importante che i giovani avessero un filtro per le tante castronerie che vengono ogni giorno scritte, e dette, in una ignoranza che parte dai nostri stessi uomini di governo che, ad esempio, confondono le parole di un autore scambiandolo per un altro.

In tuo onore oggi andrò a comprare un tuo libro, che vergognosamente non ho ancora letto “il pendolo di Foucault”, perché come dicevi ispirandoti a Hegel “la lettura del giornale è la preghiera quotidiana dell’uomo moderno”. Non so se torneremo alla lettura cartacea come tu speravi e auspicavi, ma di certo oggi io lo farò.

Grazie, e se questo amore è grande come penso, la tua assenza lo avvamperà in un grande incendio.

Grazie Umberto Eco

eco

 

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